Accademia di Belle Arti "Fidia"

- Accademia di Belle Arti Privata della Calabria - STEFANACONI - (Vibo Valentia)

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accademia di pittura, scultura e scenografia
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calendario anno 2006/2007

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Legalmente Riconosciuta D.M. 15 Giugno 1998

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  Ministero dell'Istruzione Alta Formazione Artistica e Musicale

 

Laboratorio di restauro legno

L’attività odierna dei Laboratori di Restauro dell’Accademia di Belle Arti “FIDIA” sita in Stefanaconi Vibo Valentia si svolge in tre diversi campi di intervento l’Operatività, la Didattica, la Ricerca, attraverso la selezione delle richieste metodologiche che pervengono dalle Soprintendenze, mettendo a punto un proprio programma di lavoro spesso finalizzato non solo ad occasioni esterne ma anche per l’interesse dell’esperienza proposta. La scultura lignea è un manufatto complesso per la compresenza di materiali e tecniche diverse, infatti le particolarità strutturali del legno scolpito si uniscono alle peculiarità delle superfici dipinte, Come venivano frequentemente coinvolte professionalità diverse per la realizzazione delle opere, anche nel loro restauro sono richieste competenze molto differenti, non facilmente conducibili in un unico operatore. Il tipo di legno è spesso legato alle zone di produzione dell’opera, nel nostro caso la scultura lignea di San Sebastiano collocata e prodotta a Gerocarne (VV) nell’anno 1871 per la Chiesa di Santa Maria De Latinise, la si può definire un insieme di materiali eterogenei che per di più hanno presentato un comportamento differenziato sia nel corso dell’invecchiamento naturale, sia a causa degli stimoli esterni che essa ha ricevuto dal proprio ambiente di conservazione. Poichè la funzione di ogni opera è sostanzialmente quella di presentare la propria gamma di contenuti e di valori espressivi, anche lo stato delle superfici e la leggibilità delle pellicola pittorica rivestono spesso un’importanza decisiva tanto che il Restauro viene visto come nuova possibilità di fruizione di un un’opera offuscata dallo sporco o nascosta da ridipinture, oppure come risanamento strutturale oppure, infine, più di questi livelli variamente combinati insieme tutto ciò è stato possibile attuare nel San Sebastiano di Gerocarne grazie all’interesse e alla sensibilità di Don Salvatore Lavorato il quale premurosamente si è rivolto alla nostra Accademia al fine di recuperare l’opera e permetterne il suo tramando al futuro. Restauratrice Dott. ROMANA BUTTAFUOCO Soggetto: Il Martirio di San Sebastiano; San Sebastiano (III secolo), martire cristiano romano; Secondo la tradizione, Sebastiano capeggiò una corte pretoriana, ma nel contempo convertì segretamente al cristianesimo parecchie persone. Quando l'imperatore romano Diocleziano scoprì la sua fede, ordinò che fosse ucciso dagli arcieri, ma le frecce non lo uccisero, e una vedova cristiana di nome Irene lo portò via curandogli le ferite. Non appena guarì, Sebastiano tornò dall'imperatore e denunciò la sua crudeltà: Diocleziano ordinò di seviziarlo a morte. Il primo martirio di san Sebastiano fu uno dei soggetti prediletti dagli artisti del Rinascimento. Viene spesso ritratto con una freccia o trafitto nel torace da una freccia. La sua protezione veniva invocata contro la peste. Iscrizione diretta su lato anteriore della base di supporto: S. SEBASTIANUM • M • HIEROCARNI SPOPULUS SAEPE IN TRIBULATIONE CLA MAVIT ET PROSEQUENDO – AMORE PER HOC AMICHAELE A = SCULPITUM CRATIAS RETULIT ET ILLI HABET : A : D : MDCCCLXXI Guardando la scultura lignea di San Sebastiano con la prospettiva del restauro, la possiamo definire come un insieme di materiali eterogenei che per di più presentano un comportamento differenziato sia nel corso dell’invecchiamento naturale, sia a seconda degli stimoli esterni che essa riceve dal proprio ambiente di conservazione. Risulta così basilare per la sussistenza dell’opera la buona coesione di ciascuna delle tre categorie di materiali che usualmente la costituiscono (Struttura lignea - Preparazione - Colore) e la reciproca adesione. Poiché la funzione di ogni opera è sostanzialmente quella di presentare la propria gamma di contenuti e di valori espressivi, anche lo stato delle superfici e la leggibilità delle pellicola pittorica rivestono spesso un’importanza decisiva tanto che il Restauro viene visto come nuova possibilità di fruizione di un un opera offuscata dallo sporco o nascosta da ridipinture, oppure come risanamento strutturale oppure, infine, più di questi livelli variamente combinati insieme.

  • I Metodi scientifici di indagine diagnostica che serviranno per approfondire la conoscenza dell’opera per quanto riguarda la tecnica di esecuzione, lo stato di conservazione, le alterazioni subite per cause naturali o per effetto di interventi dell’uomo, saranno in parte i sistemi più semplici largamente impiegati nell’ambito dei beni culturali, quali l’Osservazione a Luce Radente e la tecnica di Fluorescenza Ultravioletta per via fotografica che, consentirà di evidenziare sulle superfici la presenza di vari materiali e le loro differenze non otticamente distinguibili a Luce Visibile. Dal punto di vista strutturale l’impiego di materiali di buona qualità, l’accurata tecnica di esecuzione la discreta stabilità termoigrometrica dell’ambiente in cui l’opera è stata collocata hanno contribuito a una discreta conservazione dell’opera. Lo stato di conservazione del San Sebastiano come quello di ogni manufatto artistico dipende da vari fattori che possiamo raggruppare quattro categorie fondamentali.
  • Il Degrado Fisiologico dei vari tipi di materiali che compongono l’opera.
  • Gli Interventi dell’uomo e i danni accidentali (Traumi, ecc.).
  • Gli attacchi degli insetti xilofagi, i cosiddetti tarli che creano lunghissime e intricate gallerie all’interno del legno arrivando a svuotarlo quasi completamente, creando talvolta anche seri rischi per la sopravvivenza della stessa opera.
  • Infine gli agenti che determinano il Degrado Fisiologico, ossia l’umidità, la temperatura, la Luce la presenza di polvere, non sono fattori assoluti che agiscono da soli, ma interagiscono fra loro e provocano un deterioramento che non è il risultato della somma di ognuno, ma spesso una combinazione notevolmente amplificata. Nel nostro caso, siamo in presenza di un’opera costituita da un’insieme di materiali eterogenei con un diverso grado di sensibilità e con un diverso comportamento nel tempo, in relazione agli stimoli che giungono dall’ambiente di conservazione. Pertanto l’intervento di restauro comporterà innanzitutto:
  • Trattamento Biocida - Una tempestiva disinfestazione eseguita per imbibizione di appropriati prodotti come l’antitarlo al fine di eliminare completamente gli insetti xilofagi.
  • Consolidamento dell’intera struttura lignea a mezzo di imbibizioni di Paraloid B 72.
  • Integrazione delle lacune e delle gallerie formate dai tarli a mezzo di Araldide SV 427 Adesivo Epossidico Bicomponente . Tuttavia la maggior parte dei problemi che il restauro ha dovrà affrontare sono derivati da operazioni di vario genere subite dall’opera nel corso degli anni. Alcuni di questi interventi hanno provocato danni alla scultura asportando parte della materia originale, come ad esempio due delle lance sorrette dai putti, e l’aureola del Santo andata persa e sostituta con una non originale. Sarà nostra premura ricostruire tali parti senza commettere un falso storico restituendo l’originale lettura iconografica dell’opera. Per quanto riguarda invece gli strati pittorici e al tipo di legante usato si può parlare di “olio di lino”, sia per gli strati preparatori che per gli strati pittorici.
  • Le successive indagini condotte in laboratorio ci permetteranno di stabilire le reali condizioni conservative dell’opera nel caso in cui esse si mostreranno in realtà ben più compromesse di quello che in un primo momento poteva apparire. Il film pittorico presenta alterazioni e deformazioni dovute in alcuni casi al naturale invecchiamento della materia, in altri casi ad episodi traumatici legati ad interventi di restauro del passato. Al primo caso è da ricordare la formazione del cretto, che si presenta più o meno accentuato a seconda dello spessore del film pittorico e del tipo di pigmento impiegato nelle varie campiture. I cretti di più evidenti dimensioni si registrano ovviamente in quelle zone in cui l’impasto pittorico è più corposo e in quelle in cui prevale l’impiego di colori ricchi di legante, in particolar modo nei bruni. In questi punti si rivela la formazione delle cosiddette “chiocciole” , numerose nitide e di cospicue dimensioni. Nelle zone in cui invece il film pittorico risulta di spessore assai sottile è avvenuta la formazione di microcrettature che disegnano una fitta ragnatela a maglie irregolarmente quadrata e seguono l’andamento della struttura lignea. In entrambi i casi, i margini delle “scodelline” di colore che il cretto ha formato risultano a volte sovrapposti altre sollevati e nello stesso tempo compressi fra loro, così da indicare che il legno ha subito una contrazione, modificando le sue dimensioni e sottraendo spazio al colore. Quest’ultimo pertanto si è sollevato in corrispondenza dei punti di rottura. Prima di impostare il coretto intervento di pulitura saranno eseguite:
  • Prove di solubilizzazzione, attraverso l’ausilio del Test di Feller. I solventi usati per tali prove, alcuni dei quali altamente tossici e rischiosi per l’opera e perciò non utilizzabili in pratica, serviranno da guida e da supporto per il successivo intervento di pulitura. In seguito alle prove di solubilizzazzione saranno individuati i solventi idonei per la rimozione di materiali di disturbo.
  • Come è di nostra abitudine e regola abbiamo opereremo in presenza di aspiratori e con l’ausilio di un Supportante Neutro a Base di Cera, la cosiddetta “Pappina”. (L’impiego di un supportante offre svariati vantaggi oltre a limitare la volatilità del solvente e la circolazione nell’ambiente, consente di ottimizzare il contatto con lo strato di vernice, limitando al massimo la penetrazione in quelli sottostanti, in questo caso, ha inoltre permesso di eseguire l’intervento in posizione verticale, in quanto non si verificano sgocciolature e di agire in modo localizzato con la possibilità di assottigliare gli addensamenti punto per punto). Verrà inoltre effettuata un fermatura del colore nei punti in cui esso risulterà instabile:
  • Fermatura del Colore - Per verificare il giusto rapporto che la colla deve avere per permettere la fermatura del colore, sarà opportuno procedere per gradi, partendo da colla coniglio diluita 1:18 con 1% di Sorbato di Potassio (in sostituzione Allume di Rocca) più 15 g. circa di Melassa. Essa verrà applicata per mezzo di una spugnetta dal tergo dell’opera o dove lo richiede per mezzo di iniezioni. Seguirà l’intervento di:
  • Integrazione pittorica chiudendo le lacune con una preparazione a base di gesso e colla al fine di modellare le mancanze presenti nella struttura superficiale del legno.
  • Il ritocco sarà condotto con il metodo della selezione cromatica, eseguita ad acquerello e in alcuni casi finita a vernice, svolta a partire dal fondo bianco del gesso, cercando di accostarsi il più possibile con questa tecnica al tono dell’ originale. Il nostro tentativo di ridurre un disturbo deve evitare di inserire indebitamente dei caratteri che vanno a sbilanciare l’equilibrio materico, cromatico e ottico raggiunto, concentrando su di sé l’attenzione dell’ osservatore.
  • L’ ultima operazione sarà quella di proteggere la superficie con un film di vernice chetonica stesa a pennello o per nebulizzazione. poiché è nostra intenzione limitarla alle zone di colore; Come per tutti i materiali da noi aggiunti nel corso del restauro, tra i principali requisiti vi sarà la facile reversibilità dei prodotti.

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