|
Sei in: Home
› accessibilità 2 Accessibilità nei siti internet
(2)
La valutazione oggettiva in merito all'Accessibilità di un sito viene effettuata attraverso appositi programmi (software) detti "validatori", i due più noti sono Bobby e Lift, ma negli ultimi tempi va affermandosi anche Torquemada, unico validatore in italiano, con un'interfaccia molto esplicativa. Attraverso questi software vengono eseguiti dei test che restituiscono al programmatore l'effettivo grado di accessibilità ed un report con i vari punti sui quali intervenire per migliorare lo stato di ogni singola pagina web.
La Web Accessibility Initiative (WAI) del
W3C ha operato in modo efficace per
assicurare che le tecnologie Web supportino l' accessibilità, e ha sviluppato
tre Guideline, relative a tre aspetti diversi per rendere accessibile il Web
(contenuti, authoring tool e browser):
- Web Content Accessibility Guidelines che spiegano agli autori come creare
contenuti Web accessibili.
- Authoring Tool Accessibility Guidelines [ATAG], che spiegano agli
sviluppatori come progettare authoring tool utilizzabili dai portatori di
handicap.
- User Agent Accessibility Guidelines [UAAG], che illustrano il ruolo degli
user agent per migliorare l' accessibilità dei browser mainstream e dei
multimedia player per consentire che i portatori di handicap uditivi, visivi,
cognitivi e fisici possano accedere meglio alle risorse web.
Le WCAG 1.0 - Le Web Content Accessibility Guidelines 1.0 [WCAG1.0], W3C Recommendation del 5 maggio 1999, sono ormai assunte come standard de facto per
la definizione dei criteri di accessibilità dei siti. Il documento elenca 14
guideline (o principi per una progettazione accessibile).
Per ogni guideline, vengono elencate le definizioni di alcuni checkpoint (65 in
totale), che spiegano come applicare la guideline nei tipici scenari di sviluppo
dei contenuti. I singoli checkpoint sono caratterizzati da un priority level
(1,2,3) a seconda che il loro mancato soddisfacimento renda impossibile, o in
qualche caso difficile, per uno o più gruppi, accedere all' informazione. In
base ai checkpoint soddisfatti, il sito può definire il suo livello di
conformance: ("A", "AA" o "AAA"), a seconda che siano soddisfatti tutti i
checkpoint di priorità 1, o 1 e 2, o 1,2 e 3.
Le WCAG 2.0 - Le Web Content Accessibility Guidelines 2.0 [WCAG2.0] sono una
evoluzione delle WCAG 1.0, e, per quanto i principi ispiratori siano gli stessi,
sono strutturate in modo diverso. Tengono conto di diversi aspetti relativi alla
qualità del sito, considerando anche aspetti di usabilità e di rispetto delle
specifiche tecniche.
Le WCAG 2.0 prevedono quattro guideline:
- Percezione: il contenuto deve essere presentato in modo da essere percepito da
qualunque utente, eccetto per quei componenti che non possono essere espressi in
modo testuale.
- Operabilità: gli elementi dell' interfaccia devono poter essere azionati da
qualunque utente
- Comprensibilità: deve essere il più possibile facile comprendere il contenuto
e i controlli.
- Robustezza: occorre utilizzare le tecnologie web in modo da massimizzare la
possibilità di operare con le tecnologie assistive presenti e future, e con gli
user agent.
Per ogni guideline vengono indicati i checkpoint (18 in tutto) non legati a nessuna specifica tecnologia, i success criteria, le best practices.
WCAG 2.0 non assegna priorità ai checkpoint, ma li distingue in due classi: CORE e EXTENDED. I siti possono vantare la conformance "WCAG 2.0 Core" (se sono soddisfatti tutti i success criteria per tutti i core checkpoint) o "WCAG 2.0 Extended" (se sono soddisfatti tutti i success criteria per tutti i core checkpoint e gli extended checkpoint).
Il documento integrale è presente all'URI: http://www.aib.it/aib/cwai/WAI-trad.htm oppure si può scaricare il documento integrale in
formato PDF realizzato da
noi. ›› pagina seguente
|